Gli aspetti positivi e negativi di affrontare una gravidanza e la crescita di un figlio così giovane.

Mi avete chiesto di dirvi gli aspetti positivi e negativi di affrontare una gravidanza e la crescita di un figlio così giovane.

Ho ricevuto questa domanda tantissime volte, l’ho sempre ignorata, archiviata e cancellata.

Non so nemmeno io perché, forse per paura di rispondere, forse perché i ricordi prendevano il primo posto nella mia testa o forse semplicemente perché avevo paura ad esprimermi su un argomento che per me è tutt’oggi un argomento delicato.

Mi sono fermata un attimo, ho dato una riletta a tutto, ho messo nero su bianco ogni pro e contro, ho pensato che forse era arrivato il momento di mettermi a nudo su questo. È arrivato il momento di raccontare davvero ogni mia riflessione e pensiero. È arrivato il momento di smetterla di far vedere solo il lato positivo che un bambino porta, la felicità sul volto e la forza addosso.

Tutto questo non è un gioco, non è la foto di un bacio o la passeggiata in città. Un bambino non è un gioco. Vi racconto la mia esperienza, con dei dettagli che mai vi avevo raccontato, vi parlo delle mie paure e dei miei dubbi.

Ho scoperto dell’arrivo di Sophia quando ancora ero piccola, ero immatura ed incosciente. Un figlio non me lo immaginavo nemmeno con il binocolo, pensavo ancora alle feste il sabato sera ed alle uscite di nascosto, pensavo ai soldi della discoteca o del nuovo paio di scarpe, pensavo a come vestirmi ed a che viaggio programmate con le mie amiche. Era quella la mia strada ma se ci pensiamo era quella la mia vita, era quella la vita che dovevo fare a 17 anni, studiare ed uscire.

Qualcosa però è andato storto, stavo frequentando ancora le superiori, non avevo in mano nulla solo un test di gravidanza positivo che mi ha fatta cambiare radicalmente.

I giorni passavano ed io ero felicissima, lo ammetto, l’avete visto anche voi, io sono follemente innamorata della mia vita, del mio percorso e della mia voglia di fare, ma soprattutto sono innamorata della mia famiglia.

Però alt, la nonna lo dice sempre, non è tutto oro quello che luccica, ed è così ragazze, è proprio così.

Di paura ne ho avuta tanta, tantissima. Durante quei mesi che mi vedevo cambiare ho perso un sacco di persone, in quei mesi ho perso me stessa, ho perso quella ragazza di 17 anni che ogni giorno entrava in ritardo a scuola. Mi sono vista catapultata in un mondo parallelo, con una pancia enorme che tutti fissavano. Mi sono sentita stupida, stupida quando tutti mi insultavano e mi facevano passare per idiota davanti a questo dono. Mi sono ritrovata a svolgere il compito di un adulto solo con qualche problema in più.

Un adulto aveva già un diploma, un adulto aveva già una casa, un adulto aveva già possibilità economica, un adulto sapeva come comportarsi, un adulto veniva trattato da tale. Io ero solo una ragazzina che doveva fare l’adulto, una ragazzina che dopo pochi mesi doveva partorire e le mancava ancora un anno di scuola, una ragazzina che non aveva un lavoro, una ragazzina che doveva imparare velocemente qualcosa di nuovo, una ragazzina fidanzata con un ragazzino. Ho accettato un bambino così giovane perché per me quello era un dono, arrivato contro tutto e tutti, ha battuto una pillola del giorno dopo, se questo non è destino. Sapete quanto io sia orgogliosa e testarda, mi sono guardata allo specchio e mi sono tirata su le maniche. Dovevo crescere, maturare e darmi da fare. Non dovevo far perdere nulla a mia figlia, niente, zero.

Sophia è nata a fine settembre, ho deciso di continuare l’ultimo anno più o meno da privatista, mi preparavo tutto a casa da sola, lezioni ed interrogazioni, andavo a scuola solo per le verifiche e per controllare la tesina che stavo preparando. Si, mi sono dovuta fare anche la tesina da sola, con Sophia tra le braccia.

Ho sofferto si, parecchio.

Ho pianto spesso la sera quando non c’è la facevo più, volevo mollare, ero debole e stanca.

Ma in un attimo mi sono trovata al giorno dell’orale, incredula ed in ansia. Ero soddisfatta, parecchio soddisfatta.

Non mi sono fermata un attimo, avevo degli obbiettivi, mia figlia doveva vivere grazie a me non grazie a qualcun’altro. Ho continuato a fare la modella e tra uno scatto e l’altro allattavo mia figlia. E ragazze fidatevi che accettarsi dopo una gravidanza è davvero ma davvero difficile, soprattutto a 17 anni.

Mentre facevo tutto questo, ero felice, perché io mi sentivo pronta a cambiare, mi sentivo pronta di fare l’adulto.

Visto che di notte non si dormiva mai, mi capitava di aprire ig e guardare le storie di chi era a ballare, mi faceva venire i brividi, mi sentivo così diversa. A volte ho pensato chissà cosa starei facendo se non ci fosse sophia. Ma ormai io ero in un’altro mondo. Ma forse solo perché lo volevo io. Oggi, 19 anni con una bambina di 2, un diploma e una partita iva. 19 anni a fare i conti a fine mese, a segnare le uscite e le entrate, a investire sul futuro, a risparmiare perché tra poco c’è Santa Lucia, a far di tutto per dare un futuro meraviglioso a nostra figlia. 19 anni ad organizzare viaggi famiglia ed a mettere via soldi per riuscire a partire. 19 anni e quasi 3 anni che non vado a ballare. 19 anni con problemi degli adulti, con una responsabilità doppia sulle spalle, da ragazzina ad adulto è un attimo, mi sono ritrovata ad insegnare io l’educazione ed il rispetto, a raccontare storie e leggere libri della Disney ogni giorno. È vero dicono che prima li fai più te li godi, ma cavolo quanto è difficile fare il genitore. È vero che dicono che hai più energia/pazienza (ma anche dopo i vent’anni l’hai) La sera ti senti uno straccio già all’ora di cena e ti senti un adulto alle prese con l’invecchiamento. (Ahah)

Io amo mia figlia, io amo il mio compagno ed ora amo anche la mia di vita. Ho trovato il mio equilibrio e la mia stabilità in questo mondo. Non me ne pento però se posso dare un consiglio lo do volentieri. Un figlio si può sempre fare, l’adolescenza c’è solo una volta nella vita.

Siete pazze quando mi dite che a 18-19-20 anni volete un figlio, magari senza un lavoro. Un figlio è un figlio, ha bisogno di voi, ha bisogno di soldi e affetto continuo. È vero anche noi abbiamo iniziato da zero, anzi sotto zero. Ma fidatevi purtroppo gli aspetti positivi sono 1/10 di quelli negativi. Non cercate qualcosa di così grande. Godetevi questi momenti che non torneranno mai più indietro. Io sono una che è pro ai figli da giovane, era il mio sogno, ma fidatevi non così giovane. Dopo i vent’anni se si ha la possibilità è solo che pura felicità.

Un bacio,

Gloria

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